Quando i mesi diventeranno anni, anche il dolore sarà annuale. Ma per adesso che il tempo da ora all'incrocio nella mia vita con la scoperta di cosa sia l'assenza perenne di qualcuno si conta in giorni, ore, minuti...ecco per adesso il dolore è una scadenza mensile.
Ho smesso di scappare dal dolore. Anzi ci gioco, lo corteggio con masochismo quando serve. Ad esorcizzarlo. Così oggi con la mia macchinina che uno stronzo l'altra notte ha visto bene di prendere come riferimento per le proprie frustrazioni, lasciando a me in ricordo una botta ma spero dormendo lui più sereno (..lasciatemi la presunzioni che tali vigliaccate siano solo maschili per favore...)...con la mia torpedoblu dicevo sono passata c a s u a l m e n t e sotto l'ospedale...c a s u a l m e n t e...
Ho spento il motore e riavvolto il film e sono rimasta in silenzio a guardare...le mie notti a sentire il respiro di mio padre...che se lo vedo muovere cazzo è ancora vivo...e le passeggiate di notte di gennaio sulla terrazza dell'ospedale a far finta di pattinare...che c'è la luna a fare da lampione e cazzo l'alba arriverà prima o poi...e quello scheletro dal passo lento vestito da attaccapanni sotto un cappello troppo grande che un tempo bambino era stato il mio babbo alto forte e bello che scappava appena poteva di stanza e usciva a fumare di nascosto.. si si che te le compro babbo le sigarette che vuoi che ti facciano..ormai...
Ho aspettato la fine del film senza prendere fiato mai, i titoli di coda e sono ripartita. E il dolore mi ha fatto compagnia, come un vecchio compagno di scuola con il quale non sei mai andata d'accordo e che un bel giorno ti ritrovi a lavorare nella tua stessa stanza.
E mentre guidavo voleva scendere una lacrima...ma poi ho ripensato alle nostre gimcane per la corsia con la sedia a rotelle e a quella madonnina di gesso attaccata al muro che volevamo portare via...e mi è venuto un sorriso...
...meglio così....
Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che puoi vivere bene anche senza riflettere, pensare, arrovellarti su ogni cosa. Che forse si vive bene anche senza pensare per un po'. Senza masticare ogni pensiero prima di digerirlo, ma ingoiandolo e basta.
Che forse non hai bisogno di capire tutti i perchè, di spiegarti ogni tuo passo, decisione o indecisione, sicurezza o incertezza. Forse a volte nella vita si deve solo vivere. Prendere il buono e il cattivo. Lasciarsi trascinare un po' dagli eventi, dagli altri. farsi cullare dalla vita che scorre. Che va avanti in ogni modo che tu corra con lei, che tu le resista per non farti trascinare o che tu ti metta a fare il morto a galla. E vedere dove ti porta.
E pazienza se da un paio di giorni hai un punto in meno sulla pelle e una cicatrice in più. Che tanto non sono quelle superficiali quelle che non si rimarginano. E chissà se davvero unendo tutti i nei della mia pelle come un gioco da settimana enigmistica viene fuori un disegno....
Ho cancellato il post con la canzone di pedrini sulla follia. Perchè non mi va che qualcun'altro mi suggerisca cos'è la follia.
La follia è questo ottobre caldo da impazzire...chenonesistonopiùlemezzestagioni...
la follia è essere se stessi contro il mondo...è sfiorare il fondo con le dita come quando impari a nuotare da piccolo in piscina e spuntare fuori con il naso pieno di cloro che brucia e sentire il sapore buono dell'aria...la follia è sapere che potresti farla finita in ogni momento ma convincersi che è molto più folle vivere...la follia è decidere di correre controsenso, cadere, sbucciarsi le ginocchia, sbagliare strada, rialzarsi e correre ancora...la follia è prendere come un dono le diversità che il cielo ti ha regalato e ridere beffardo in faccia a chi ti vorrebbe uguale agli altri che sono poi tutti diversi...la follia è riuscire a vivere in compagnia della mia vertigine...
La follia è molto più normale di quanto pensassi...
C'è un sabato freddo fuori. Freddo pungente. Ora prendo torno a casa mi infilo a letto al buio e non mi alzo prima del disgelo. Il disgelo del mio cuore. Certo che ne dico di cazzate. Ma che pretendere da una che di sabato mattina alle 9 si aggrappa al bordo di marmo di una tomba a chiedere a suo padre risposte a domande che non avrebbe capito nemmeno da vivo. Ragione o istinto. Logica o follia. Avrei voluto fermare tutti gli anziani signori, le donnette ingobbite sulle tombe di mariti sbiaditi come le foto ormai lontani nel tempo e fare un sondaggio. Si sa gli anziani sono più saggi....Scusi ma lei al posto mio che farebbe? Certezza o incertezza. Attesa o azione. Mi avrebbe stupito qualcuna magari pensando al fidanzato morto in guerra alto e giovane e al marito di ripiego...vivi tesoro...vivi mi avrebbe detto.
Sette giorni fa più uno ero chiusa dentro ad un cesso cercando di tagliarmi le vene con un paio di forbicine. Se guardo bene c'è ancora un piccolissimo segno. Devo decidere se è un segno della mia incapacità o della mia stupidità. Ora ci penso ancora un po'....vivi tesoro...vivi...
Oggi i miei pensieri vertiginano così...vaffanculo al mondo. Vaffanculo a me.
Oggi la rabbia non passa (e non è mica colpa del povero Muccino). Schiuma, ribolle, vertiginosamente vortica. Sto decidendo se prendermela con il mio dna così tremendamente assurdo e faticoso da indossare. O semplicemente con me stessa per averlo assecondato. Cerco in ogni mio dove di essere coerente senza riuscirci minimamente. Transito dall'accondiscendenza al fastidio...ho addirittura scodinzolato al capo che mi sta per mollare di nuovo al lavoro per festeggiare i sudati 50 anni in Perù. Anelo una solitudine che non ho mai anelato. Nel frattempo mi sforzo di pensare chi invitare a questo blog. Il cellulare squilla ignorato e ignorante. Nessuna frase di cortesia...
comestai?...èdatantochenoncisentiamo...stocomealsolitosopravvivo...
...stocomed'autunnosuglialberilefoglie...
M'aggrappo con le unghie all'idea del venerdì e mi terrorizza il fine settimana tra Ikea e sagra gastronomica di paese (addio lucertolina sulla pancia...definitivamente addio...)...
Se l'incoerenza camminasse...avrebbe il mio passo....
Datemi un fucile a pompa, un bazooka, un kalasnikov. Una colt, una beretta. Mi accontento anche di una pistola ad acqua. La carico con l’ammoniaca. Voglio far fuori Silvio Muccino. Lui. Suo fratello che ha l’ignobile colpa di avercelo imposto. Verdone che si vanta di averne fatto un attore (ok lo scuso…un uomo dopo i 45 subisce il fascino di ogni tipo e qualità di ventenne ..al di là del genere sessuale). Sparo anche a quel leccaculo di Bonolis, proprio in mezzo ai suoi occhi lucidi di stupore commosso per aver incontrato tanta giovane intelligenza. Dormivo il sonno degli ingiusti ieri sera con uno sforzo di autosuggestione immane per un’insonne cronica. Meglio il sonno forzato della celebrazione di San Muccino. Allora dovrei sparare anche alla camomilla antiattacco di panico che mi ha svegliato. Le gioie della convivenza. Salvo solo la logopedista che gli ha fregato soldi per un anno convincendolo di parlare come un essere normale. Muccinooo mi sentiiiiiii?? T’ha fregato!!Mi auguro che almeno te la sia fatta, la logopedista. Perché la zeppola ce l’hai sempre. Mascherata in una parlantina idiota veloce e sputacchiante ma ce l’hai. Dio salvi la logopedista.
E poi smettila di dire cazzate. Ulisse, che cazzo ne sai di Ulisse. Se giri tutto il mondo a fare l’eroe bello, alto, biondo e con il capello sfonato manco fossi Kevin Costner, e quando arrivi a Itaca tua moglie se la fa un benzinaio unto e bisunto con la pancia e un tappeto di peli ma pieno di soldi, ti girano le palle a mille. E non la ringrazi di certo perché comunque il miraggio della Penelope trepidante in attesa ti ha permesso di vedere il mondo. Per quello bastavano un paio di last minute. E non eri nemmeno cornuto.
E poi sei brutto Muccino. Ma tanto. Ad un certo punto ti hanno inquadrato di fronte. Con quegli occhi fuoriasse, quella testa un po’ deforme (cambia almeno parrucchiere). Sei il gobbo di Notre Dame della Walt Disney. Quasimodo Muccino. Che poi ti andrebbe meglio. Perché oltre tutto ti chiami Silvio capisci?? Silvio! (..fai con me il gioco del bersaglio…Silvio…bandana…lifthing…fregatura…).
Silvio Quasimodo Muccino. Il principe del regno dei sopravvalutati. Lo ammetto sta parlando la mia bile verde invidiosa. Di quelli che lanciano banalità alle quali abboccano in troppi. E ci scrivono libri, ci fanno film, musica. Ne ho fatte troppo poche di banalità nella vita è questo il fatto. Ho fatto originali cazzate piene di gin e cuba libre, stravaganti prestazioni sessuali in mezzo di strada, uniche e assolutamente incomprensibili fughe da un appartamento 4 vani, due bagni e garage per un monolocale di 28 mq tutto compreso. Ma ho fatto troppe poche banalità. Di canne quattro o cinque e basta.
Oggi mi sento il Puffo Brontolone. Io odio Muccino.
A volte mi faccio paura. E' venuta giù una grandinata di un quarto d'ora che se mettevo fuori un bicchiere mi facevo una granita. Ma non c'era un sole da manicomio...? Cielo azzurro, qualche residuo estivo di stupidi insetti svolazzanti e all'improvviso un bianco e nero peggio di un vecchio televisore.
Ci sono riuscita...ho cambiato il template fuori dalla finestra con la sola forza del pensiero.
Mi accorgo con terrore che un paio di neuroni nel mio cervello quasi ci credono...sto proprio raschiando il fondo del barile...cosa non si farebbe per un pizzico di autostima?
Ho cambiato di nuovo sfondo (qui dentro lo chiamano template...accidenti alla mia incapacità cronica di provare un minimo feeling con il mondo anglosassone). Ora è bianco e verde...e c'è pure una simpatica farfallina. Chissà perchè poi...a me le farfalline mica stanno simpatiche (o forse il mio inconscio mi sta mandando segnali inconfondibili). Però mi affascina l'idea di cambiare sfondo a mio piacimento. A seconda della vertigine del momento. Ora provo a vedere se mi riesce anche con il mondo fuori dalla finestra. Voglio un mondo ogni giorno di un colore diverso. Mi sa che devo smettere di bere quel gocciolino dopo i pasti....