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Blogger: LaVertigine
La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.[L'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere, Milan Kundera]

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venerdì, 27 ottobre 2006

Quando i mesi diventeranno anni, anche il dolore sarà annuale. Ma per adesso che il tempo da ora all'incrocio nella mia vita con la scoperta di cosa sia l'assenza perenne di qualcuno si conta in giorni, ore, minuti...ecco per adesso il dolore è una scadenza mensile.
Ho smesso di scappare dal dolore. Anzi ci gioco, lo corteggio con masochismo quando serve. Ad esorcizzarlo. Così oggi con la mia macchinina che uno stronzo l'altra notte ha visto bene di prendere come riferimento per le proprie frustrazioni, lasciando a me in ricordo una botta ma spero dormendo lui più sereno (..lasciatemi la presunzioni che tali vigliaccate siano solo maschili per favore...)...con la mia torpedoblu dicevo sono passata  c a s u a l m e n t e sotto l'ospedale...c a s u a l m e n t e...
Ho spento il motore e riavvolto il film e sono rimasta in silenzio a guardare...le mie notti a sentire il respiro di mio padre...che se lo vedo muovere cazzo è ancora vivo...e le passeggiate di notte di gennaio sulla terrazza dell'ospedale  a far finta di pattinare...che c'è la luna a fare da lampione e cazzo l'alba arriverà prima o poi...e quello scheletro dal passo lento vestito da attaccapanni sotto un cappello troppo grande che un tempo bambino era stato il mio babbo alto forte e bello che scappava appena poteva di stanza e usciva a fumare di nascosto.. si si che te le compro babbo le sigarette che vuoi che ti facciano..ormai...
Ho aspettato la fine del film senza prendere fiato mai, i titoli di coda e sono ripartita. E il dolore mi ha fatto compagnia, come un vecchio compagno di scuola con il quale non sei mai andata d'accordo e che un bel giorno ti ritrovi a lavorare nella tua stessa stanza.
E mentre guidavo voleva scendere una lacrima...ma poi ho ripensato alle nostre gimcane per la corsia con la sedia a rotelle e a quella madonnina di gesso attaccata al muro che volevamo portare via...e  mi è venuto un sorriso...
...meglio così....


postato da: LaVertigine alle ore 18:55 | link | commenti (1)
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mercoledì, 25 ottobre 2006

La nebbia è arrivata. Sono venuta a lavoro galleggiando in un bicchiere di latte. Tutto ovattato. I rumori del traffico, i passi di chi ti cammina dietro e scopri all'ultimo istante quando ti supera, le luci soffocate, i contorni indefiniti. Il ricamo sulla pelle brucia ancora ed è l'unica cosa viva, accesa in questa mattina in cui il mondo si nasconde. La nebbia ha un che di presagio. E' come un'artista che lavora chiuso in uno studio e fino alla fine nasconde la sua opera. Il lenzuolo sulla scultura che viene tirato via e il mondo...ohhhh....si stupisce di meraviglia.
La nebbia è un gioco delle possibilità. Non sai che giorno ti lascia quando decide di andarsene...nuvole o sole. Un po' come quando mi fermo un attimo a scegliere dal mazzo quale delle mie tante vite possibili voglio giocare. Mi prendo il tempo di valutare ogni incastro, ogni combinazione. Senza che nessuno riesca a seguire il filo dei miei pensieri nascosto dalla nebbia del mio rimuginare. Poi ricomincio a giocare la partita. A volte vinco. Altre vorrei rovesciare il tavolo con tutte le carte e ripartire da zero.
Questi maledetti punti non smettono di bruciare oggi. Sono come un sole d'agosto sulla pelle. Ma il dolore a volte serve per sentire la vita.  Credo che stavolta ho giocate le carte giuste...scala reale...e si gioca ancora...

postato da: LaVertigine alle ore 15:46 | link | commenti
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lunedì, 23 ottobre 2006

Poi una mattina ti svegli e ti accorgi che puoi vivere bene anche senza riflettere, pensare, arrovellarti su ogni cosa. Che forse si vive bene anche senza pensare per un po'. Senza masticare ogni pensiero prima di digerirlo, ma ingoiandolo e basta.
Che forse non hai bisogno di capire tutti i perchè, di spiegarti ogni tuo passo, decisione o indecisione, sicurezza o incertezza. Forse a volte nella vita si deve solo vivere. Prendere il buono e il cattivo. Lasciarsi trascinare un po' dagli eventi, dagli altri. farsi cullare dalla vita che scorre. Che va avanti in ogni modo che tu corra con lei, che tu le resista per non farti trascinare o che tu ti metta a fare il morto a galla. E vedere dove ti porta.
E pazienza se da un paio di giorni hai un punto in meno sulla pelle e una cicatrice in più. Che tanto non sono quelle superficiali quelle che non si rimarginano. E chissà se davvero unendo tutti i nei della mia pelle come un gioco da settimana enigmistica viene fuori un disegno....


postato da: LaVertigine alle ore 17:15 | link | commenti (1)
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giovedì, 19 ottobre 2006

Ho scoperto che adoro l'autunno. E non è mica per i funghi, le castagne, le prime serate in casa sotto le coperte. Mi piacciono le mezze stagioni...quellechenonesistonopiù...quel senso di attesa, di perplessità, di possibilità che si respira nell'aria...Chissà se quest'inverno nevica tanto come due anni fa che facciamo il pupazzo di neve in terrazza la mattina alle 8 sotto la bufera e per la strada facciamo a pallate con gli sconosciuti... Chissà che colore avrà, che sapore porterà con sè il Natale....questo già lo so...Avrà un sapore un po' triste, un retrogusto amarognolo come l'ultimo sorso di un vino troppo invecchiato che non c'è più...
Ma passerà...e ci saranno regali da scartare e sorprese da inventare...e prima ancora un novembre di pioggia e di nebbia fitta la mattina che ti svela il mondo piano piano come un vetro appannato da pulire..
E penso che sono viva...e non è poco... 

postato da: LaVertigine alle ore 11:23 | link | commenti
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lunedì, 16 ottobre 2006

Ho cancellato il post con la canzone di pedrini sulla follia. Perchè non mi va che qualcun'altro mi suggerisca cos'è la follia.
La follia è questo ottobre caldo da impazzire...chenonesistonopiùlemezzestagioni...
la follia è essere se stessi contro il mondo...è sfiorare il fondo con le dita come quando impari a nuotare da piccolo in piscina e spuntare fuori con il naso pieno di cloro che brucia e sentire il sapore buono dell'aria...la follia è sapere che potresti farla finita in ogni momento ma convincersi che è molto più folle vivere...la follia è decidere di correre controsenso, cadere, sbucciarsi le ginocchia, sbagliare strada, rialzarsi e correre ancora...la follia è prendere come un dono le diversità che il cielo ti ha regalato e ridere beffardo in faccia a chi ti vorrebbe uguale agli altri che sono poi tutti diversi...la follia è riuscire a vivere in compagnia della mia vertigine...
La follia è molto più normale di quanto pensassi...


postato da: LaVertigine alle ore 19:11 | link | commenti
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sabato, 07 ottobre 2006

C'è un sabato freddo fuori. Freddo pungente. Ora prendo torno a casa mi infilo a letto al buio e non mi alzo prima del disgelo. Il disgelo del mio cuore. Certo che ne dico di cazzate. Ma che pretendere da una che di sabato mattina alle 9 si aggrappa al bordo di marmo di una tomba a chiedere a suo padre risposte a domande che non avrebbe capito nemmeno da vivo. Ragione o istinto. Logica o follia. Avrei voluto fermare tutti gli anziani signori, le donnette ingobbite sulle tombe di mariti sbiaditi come le foto ormai lontani nel tempo e fare un sondaggio. Si sa gli anziani sono più saggi....Scusi ma lei al posto mio che farebbe? Certezza o incertezza. Attesa o azione. Mi avrebbe stupito qualcuna magari pensando al fidanzato morto in guerra alto e giovane e al marito di ripiego...vivi tesoro...vivi mi avrebbe detto.
Sette giorni fa più uno ero chiusa dentro ad un cesso cercando di tagliarmi le vene con un paio di forbicine. Se guardo bene c'è ancora un piccolissimo segno. Devo decidere se è un segno della mia incapacità o della mia stupidità. Ora ci penso ancora un po'....vivi tesoro...vivi...
Oggi i miei pensieri vertiginano così...vaffanculo al mondo. Vaffanculo a me.


postato da: LaVertigine alle ore 10:40 | link | commenti
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venerdì, 06 ottobre 2006

Oggi la rabbia non passa (e non è mica colpa del povero Muccino). Schiuma, ribolle, vertiginosamente vortica. Sto decidendo se prendermela con il mio dna così tremendamente assurdo e faticoso da indossare. O semplicemente con me stessa per averlo assecondato. Cerco in ogni mio dove di essere coerente senza riuscirci minimamente. Transito dall'accondiscendenza al fastidio...ho addirittura scodinzolato al capo che mi sta per mollare di nuovo al lavoro per festeggiare i sudati 50 anni in Perù. Anelo una solitudine che non ho mai anelato. Nel frattempo mi sforzo di pensare chi invitare a questo blog. Il cellulare squilla ignorato e ignorante. Nessuna frase di cortesia...
comestai?...èdatantochenoncisentiamo...stocomealsolitosopravvivo...
...stocomed'autunnosuglialberilefoglie...
M'aggrappo con le unghie all'idea del venerdì e mi terrorizza il fine settimana tra Ikea e sagra gastronomica di paese (addio lucertolina sulla pancia...definitivamente addio...)...
Se l'incoerenza camminasse...avrebbe il mio passo....


postato da: LaVertigine alle ore 17:36 | link | commenti
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Datemi un fucile a pompa, un bazooka, un kalasnikov. Una colt, una beretta. Mi accontento anche di una pistola ad acqua. La carico con l’ammoniaca. Voglio far fuori Silvio Muccino. Lui. Suo fratello che ha l’ignobile colpa di avercelo imposto. Verdone che si vanta di averne fatto un attore (ok lo scuso…un uomo dopo i 45 subisce il fascino di ogni tipo e qualità di ventenne ..al di là del genere sessuale). Sparo anche a quel leccaculo di Bonolis, proprio in mezzo ai suoi occhi lucidi di stupore commosso per aver incontrato tanta giovane intelligenza. Dormivo il sonno degli ingiusti ieri sera con uno sforzo di autosuggestione immane per un’insonne cronica. Meglio il sonno forzato della celebrazione di San Muccino. Allora dovrei sparare anche alla camomilla antiattacco di panico che mi ha svegliato. Le gioie della convivenza. Salvo solo la logopedista che gli ha fregato soldi per un anno convincendolo di parlare come un essere normale. Muccinooo mi sentiiiiiii?? T’ha fregato!!Mi auguro che almeno te la sia fatta, la logopedista. Perché la zeppola ce l’hai sempre. Mascherata in una parlantina idiota veloce e sputacchiante ma ce l’hai. Dio salvi la logopedista.
E poi smettila di dire cazzate. Ulisse, che cazzo ne sai di Ulisse. Se giri tutto il mondo a fare l’eroe bello, alto, biondo e con il capello sfonato manco fossi Kevin Costner, e quando arrivi a Itaca tua moglie se la fa un benzinaio unto e bisunto con la pancia e un tappeto di peli ma pieno di soldi, ti girano le palle a mille. E non la ringrazi di certo perché comunque il miraggio della Penelope trepidante in attesa ti ha permesso di vedere il mondo. Per quello bastavano un paio di last minute. E non eri nemmeno cornuto.
E poi sei brutto Muccino. Ma tanto. Ad un certo punto ti hanno inquadrato di fronte. Con quegli occhi fuoriasse, quella testa un po’ deforme (cambia almeno parrucchiere). Sei il gobbo di Notre Dame della Walt Disney. Quasimodo Muccino. Che poi ti andrebbe meglio. Perché oltre tutto ti chiami Silvio capisci?? Silvio! (..fai con me il gioco del bersaglio…Silvio…bandana…lifthing…fregatura…).
Silvio Quasimodo Muccino. Il principe del regno dei sopravvalutati. Lo ammetto sta parlando la mia bile verde invidiosa. Di quelli che lanciano banalità alle quali abboccano in troppi. E ci scrivono libri, ci fanno film, musica. Ne ho fatte troppo poche di banalità nella vita è questo il fatto. Ho fatto originali cazzate piene di gin e cuba libre, stravaganti prestazioni sessuali in mezzo di strada, uniche e assolutamente incomprensibili fughe da un appartamento 4 vani, due bagni e garage per un monolocale di 28 mq tutto compreso. Ma ho fatto troppe poche banalità. Di canne quattro o cinque e basta.
Oggi mi sento il Puffo Brontolone. Io odio Muccino.

 


postato da: LaVertigine alle ore 13:22 | link | commenti
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giovedì, 05 ottobre 2006

A volte mi faccio paura. E' venuta giù una grandinata di un quarto d'ora che se mettevo fuori un bicchiere mi facevo una granita. Ma non c'era un sole da manicomio...? Cielo azzurro, qualche residuo estivo di stupidi insetti svolazzanti e all'improvviso un bianco e nero peggio di un vecchio televisore.
Ci sono riuscita...ho cambiato il template fuori dalla finestra con la sola forza del pensiero.
Mi accorgo con terrore che un paio di neuroni nel mio cervello quasi ci credono...sto proprio raschiando il fondo del barile...cosa non si farebbe per un pizzico di autostima?


postato da: LaVertigine alle ore 18:42 | link | commenti
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Ho cambiato di nuovo sfondo (qui dentro lo chiamano template...accidenti alla mia incapacità cronica di provare un minimo feeling con il mondo anglosassone). Ora è bianco e verde...e c'è pure una simpatica farfallina. Chissà perchè poi...a me le farfalline mica stanno simpatiche (o forse il mio inconscio mi sta mandando segnali inconfondibili). Però mi affascina l'idea di cambiare sfondo a mio piacimento. A seconda della vertigine del momento. Ora provo a vedere se mi riesce anche con il mondo fuori dalla finestra. Voglio un mondo ogni giorno di un colore diverso. Mi sa che devo smettere di bere quel gocciolino dopo i pasti....


postato da: LaVertigine alle ore 16:45 | link | commenti
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