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Blogger: LaVertigine
La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.[L'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere, Milan Kundera]

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lunedì, 27 novembre 2006

Se la mia vita fosse come una partita di basket....e se io fossi un giocatore...adesso mi starei sbracciando verso l'allenatore, la panchina, il preparatore atletico chiedendo un time out...tempo...tempo...mi avete sentito??
Fatemi fermare...riprendere fiato. Prima di ricominciare a starmi addosso, a chiudermi ogni spazio, a difendere duro su ogni mio tentativo di fare un misero canestro...
Fatemi respirare, datemi un sorso d'acqua. Prima di ributtarmi in mezzo al campo e pretendere che copra ogni spazio...che non mi faccia sfuggire niente...nessun pallone...
Se la mia vita fosse una partita di basket...mia madre sarebbe una squadra di quelle toste...con tanti scudetti penzoloni sul soffitto del palazzetto...una di quelle che non molla mai...che ti fa sentire piccolo anche quando giochi megli...forse anche quando vinci...che tanto il conto tra le partite vinte e quelle perse con lei non lo pareggi mai...sei sempre a rincorrere...
Perchè lei vuole sempre vincere...costi quel che costi...imporre il suo gioco...il suo ritmo...
Se la mia vita fosse una partita di basket io probabilmente finirei in panchina troppo presto...perchè per giocare si deve essere cattivi...e a me questa cosa qui proprio non riesce...
Mi faccio fare falli antisportivi...sbattere telefoni in faccia...picchiare con i gomiti ai fianchi...colpevolizzare perchè esisto e vivo e gioco secondo le mie regole...e non le sue...
Meglio così però...meglio giocare pulito...con una propria coerenza...che picchiare tutti, vincere...ma non avere nessuno che ti batte il cinque quando esci dal campo...
Perchè la mia vita non è una partita di basket...e non conta vincere sempre...


postato da: LaVertigine alle ore 17:43 | link | commenti
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giovedì, 23 novembre 2006

A volte vorrei essere diversa da come sono.
Vorrei un po' più di cattiveria. Un pizzico di sano cinismo. La capacità, così inflazionata in chi mi circonda, di compiere atti, dire parole, piccoli gesti in grado di ferire. Con studiata perfidia.
Vorrei riuscire a provare rancore. Senza che invece ogni rabbia si trasformi, nello spazio breve di un bacio dato ad un ranocchio, in senso di colpa e voglia irrefrenabile di scusarsi. Senza che ce ne sia quasi mai il motivo, la ragione.
Vorrei ...forse...forse...forse...assomigliare di più a chi mi ha messo al mondo. Avere la ferma convinzione nelle proprie idee che ha mia madre. La certezza di essere nel giusto. La capacità di non farsi venire mai un dubbio. Anche se questo vuol dire soffrire.
Vorrei essere un robot. Ed avere un tasto per resettare periodicamente la mia memoria. Come un computer. Una bella icona fatta a cestino. E buttarci dentro ricordi spiacevoli, errori, dolori. Che invece adesso si sedimentano nell'animo. Come strati di preistoria dove si fossilizza tutto. E non scompare mai niente.
Vorrei fregarmene del mondo. E delle regole che lo governano. Essere fiera di me stessa, della mia specialità (nessuno è diverso...tutti siamo speciali) ed avere una sola faccia da mostrare. Sempre. Non due come un vecchio disco a 33 giri. Con lato più consumato, dove c'è la canzone che piace alla massa e che ascoltano tutti. Il lato "commerciale" di me. Ed un lato che in pochi hanno voglia di ascoltare. Perchè poi dopo che hai ascoltato. Dopo che sai che c'è un mondo che non ti aspettavi dietro la facciata non puoi più nasconderti. Devi decidere se starci o no in una vita fuori dal comune. E in tanti buttano via il disco. 
Ed io vorrei bastare a me stessa. E non sentire così tanto la mancanza di quelli che non mi hanno voluto ascoltare o sono scappati dopo il primo ascolto.
Vorrei riuscire a non commuovermi davanti ad una stupida commedia terlevisiva che racconta quanto sarebbe potuta essere non dico bella, ma almeno tranquilla la mia vita se solo....se solamente....ma non è stato...

Poi ci penso un attimo.
E penso che mi vado bene così come sono.
Adoro questa insulsa capacità che ho di emozionarmi.
Commuovermi di fronte ad un tramonto o alle gocce di pioggia di un temporale. Non riuscire a mollare un libro finchè non vedo la fine, trascurando tutto il resto, saziandomi di parole. Infilarmi le cuffie mettere il volume al massimo ed immergermi cento volte di seguito in una stessa canzone finchè le note non mi scorrono dentro insieme al sangue.
Piangere a singhiozzi di fronte a un film che sembra la mia vita anche se a me il finale è andato decisamente peggio...e nessuno mi ha difeso contro il mondo..pazienza...
Continuare a sbattere contro il muro dell'indifferenza altrui, anzi del disprezzo che è anche peggio.
Camminare per il mondo con il passo sempre incerto che aveva mio padre. Che ora lo so che non era indecisione ma troppa emozione, troppo amore, troppo sentire.
Che solo quelli con il cuore duro camminano su una linea retta ed impettiti.
Io invece soffro di vertigini.
Per fortuna.




postato da: LaVertigine alle ore 13:25 | link | commenti (2)
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lunedì, 13 novembre 2006

Vorrei scrivere più di una volta alla settimana.
Ma il mio problema è che in questo periodo parlo troppo. E quando parlo troppo, le parole che vorrei scrivere qui mi sfuggono via veloci. Si lanciano nell'aria, si infilano nelle teste altrui. Più spesso si disperdono nel niente. E così quando decido...ora scrivo sul blog... mi sembra di aver già detto tutto.
Che poi non è che la mia vita sia così interessante in questo momento. Riesco a lavorare decentemente, ho pure un paio di nuovi clienti, sto diventando immune al veleno di mia madre, ieri ho passato la domenica a pulire la cucina(?????) e stamani alle otto ero in terrazza a respirare un po' d'aria fresca...canticchiando Baglioni!!...se non fosse che mi voglio bene...mi farei schifo da sola...
E' che ho sempre la sensazione che la felicità sia meno attraente della disperazione. Quando precipitavo nell'abisso delle mie seghe mentali giocando a dadi con la mia vita...c'era un fascino perverso nei miei post. Adesso mi trovo un po' spovvista di emozioni stravolgenti. O forse no...
In fin dei conti il fatto che ho appena comprato una libreria verde pistacchio acido (..tipo il blog di pulsatilla per intenderci) potrebbe essere una gran notizia cazzo...
Dovrei sempre ricordarmi che mia madre a suo tempo ritenne assolutamente normale fare il soffitto della mia stanza di uno splendido e rivoltante rosa antico...
Ora se i colori hanno un significato...torna tutto alla perfezione...
Ho letto da qualche parte che il rosa è il simbolo del desiderio di perfezione...mia madre deve aver pensato che aprire ogni mattina gli occhi su un soffitto rosa...facesse nascere anche in me il desiderio di essere perfetta...
Il verde invece denota tensione interiore...forza, perseveranza (la mia testa dura...) ma anche rabbia, invidia..lo splendido disordine della vita dove niente è perfettamente buono o perfettamente cattivo...
Quindi a  pensarci bene l'andamento cromatico della mia vita è passato dal rosa antico al verde acido...
Questa si che è una notizia!


postato da: LaVertigine alle ore 13:32 | link | commenti
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lunedì, 06 novembre 2006

Bello avere un blog. Ancora più bello sarebbe avere il tempo per scriverci. Gli ultimi quindici giorni da padrona dell'ufficio mi hanno solo ricordato che sono maledettamente sotto pagata e tolto il tempo anche solo per il pensiero di scrivere! Finalmente sono tornata nella mia condizione di portaborse con titolo...
Il Capo è stato miracolosamente estradato dal Perù, espulso per raggiunto limite di ferie in un anno. Mi chiedo come fa a fare tutti questi viaggi ed essere sempre precisino, riposato. Io ho fatto un fine settimana fuori casa...partenza venerdì sera rientro domenica sera, bestemmiando per l'A1 intasata di traffico (e poi dicono che gli italiani non si muovono)...e casa mia sembra una roulotte di sfollati....scarpe, borsa di vestiti ancora intatta, sciarpe, giacche, chiavi e piatti da lavare. Mercoledì sono stata a pranzo da mia madre...a distanza di quasi una settimana non saprei dire se mi ha dato più il voltastomaco la finta aria da famiglia del mulino bianco...le mie foto sostituite nelle cornici...o quel maledettissimo luccichio da casa stile copertina di "Donna Casa" nel quale si rifletteva tutta la mia disordinata esistenza...
Sono circondata da gente schifosamente precisa e sistemata...ma continuo a lavare i piatti a seconda dell'umore del momento, a fare un monte bianco di vestiti da scalare il sabato e riammucchiare il lunedì, a ruotare i fascicoli sulla scrivania a giorni alterni come le targhe e me ne frego del mondo...
Adoro questo mio disordine pseudo-creativo..


postato da: LaVertigine alle ore 18:49 | link | commenti
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