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Blogger: LaVertigine
La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.[L'Insostenibile Leggerezza Dell'Essere, Milan Kundera]

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sabato, 30 dicembre 2006

E così Natale è passato...
Come uno tsunami si è portato via quello che mi rimaneva di una famiglia...l'albero con le palline di vetro di mia madre...il presepe di mio padre..il pranzo di famiglia..i regali da scartare...quel senso di appartenenza che scalda e non è una frase fatta...Ho pranzato tra l'indifferenza generale dei miei pochi parenti...mia madre si è rifiutata di scartare il mio regalo...nessuno si è preocupato di guardarmi negli occhi...ho mangiato e avrei potuto non farlo e nessuno l'avrebbe notato...E appena sono scappata da quel film dell'orrore, mia madre ha scatenato il suo odio e la sue maledizioni su di me...che arrivano sempre più puntuali..
Tabula rasa....questo sarà il mio ricordo di questo Natale...uno tsunami, una tempesta, un uragano che ha spazzato via ogni illusione. Niente più passato dietro di me...un presente ad intermittenza...ed un futuro da inventare di sana pianta...E poco importa se ho quasi 40 anni ed una stanchezza preistorica addosso...
Ed ora mi si chiede di festeggiare il nuovo anno...
Eccoli allora i miei auguri....
Per tutti quelli che non mi hanno voluta ascoltare...per tutti quelli che non mi hanno voluta abbracciare...per tutti quelli che non mi hanno voluta e basta...
Per chi si è illuso di avermi capita quando non mi sono capita nemmeno io...per chi mi ha giudicata senza conoscermi...e per chi mi ha conosciuta senza volermi giudicare...per chi mi ha solo giudicata...
Per chi divide con me birra e risate e non sa quanto bene mi fa...per chi mi regala chiacchiere leggere, libri e biglietti di auguri pesanti...per chi mescola prosecco, abbracci e lezioni di vita senza farsene accorgere..
Per chi ha voluto dirmi come vivere...per chi ha voluto vivere la mia vita...per chi non vuole vivere la propria di vita..per chi ancora non sa cosa vuol dire vivere davvero una vita..
Per chi continua ad essermi amica...nonostantetutto...per chi non sarà mai sostituibile con nessun'altra amica e non lo sa perchè non glielo dico mai...per chi è sparito da un giorno all'altro e a volte mi chiedo ancora perchè..
Per chi mi ha amata...per chi mi ama ancora...per chi ho amato troppo e male...per chi vorrei amare di più e meglio...ed è sempre la stessa persona...
Per chi non c'è più e ti giri in continuazione indietro a cercarlo...per chi non ha ancora capito che la vita va sempre vissuta...per chi non ha ancora capito che c'è sempre qualcuno che avrebbe voluto viverla al posto suo e non ha potuto...e allora non va sprecata...
A me...che riparto di nuovo...con un sorriso...senza mollare mai...
E forse non è il peggior destino che poteva capitarmi...


postato da: LaVertigine alle ore 13:05 | link | commenti
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lunedì, 18 dicembre 2006

Ma io non ti chiederò niente più di quel che dai
Se le hai prese dalla vita con me ti rifai
Tanto so che non potrei non innamorarmi mai
La mia linea della vita è chilometri d'amore...

com'è che all'improvviso ti ritornano alla memoria canzoni lontane...con quell'aria un po' retrò..
forse per ricordarmi che anche volendo...non potrei sostituire il cuore con un sasso
anche se adesso mi farebbe comodo...cazzo quanto mi farebbe comodo...


postato da: LaVertigine alle ore 16:17 | link | commenti
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mercoledì, 13 dicembre 2006

E invece non mi è toccata nemmeno l'ora d'aria...
Ho ingoiato un pezzo di pizza intero senza sentirne nemmeno il sapore, come fanno i serpenti con i topi, e di seguito l'ennesimo caffè. Preso non per voglia o bisogno ma per il piacere della compagnia...
E' stata una pausa troppo veloce in un giorno ancora troppo lungo...
Mi è mancata l'aria...e forse mi manca ancora...


postato da: LaVertigine alle ore 14:34 | link | commenti
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Santa Lucia...Santa Lucia...il giorno più corto che ci sia...
E quando mai esistono giorni corti? In questo nostro perpetuo vorticare di impegni, lavoro, parole troppe e inutili, paure da tacere, emozioni da controllare, passioni da farsi trasportare..
Ogni giorno è una vita intera. Ci sta tutto dentro e niente è mai breve...
Ho già vissuto una vita in questa metà giornata...distribuito falsi sorrisi di circostanza ad impiegati odiosi ma che purtroppo mi servono, spiegato ragioni, diritti, doveri a chi pensa e vive secondo un codice proprio, dedicato ritagli di tempo e pensieri, troppo sparsi e frammentati, ad amici e amori..
Ho già vissuto troppo per oggi...e non mi sono ascoltata nemmeno un po'!
Ora esco in questo dicembre freddo ma non troppo e mi faccio una camminata senza meta sottobraccio alla mia anima... 


postato da: LaVertigine alle ore 12:39 | link | commenti (1)
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lunedì, 11 dicembre 2006

Oggi va come in un giorno di pioggia e di sole che si rincorrono...in cui giri a vuoto senza un motivo e il lavoro si accumula sulla scrivania..
Vorresti stare sola ma la solitudine poi fa troppo rumore...c'è il rischio di sentire le rotelle del cervello che girano senza sosta...o di spaventarsi per i sussulti del cuore...
Oggi va come un giorno che tra 14 giorni è natale...e te non sai bene ancora come farai a sbarcare quel giorno...e non sa nemmeno dove sarai...perchè la tua famiglia...che ormai è quasi scomparsa...non ha deciso se invitare o no l'unica figlia...dall'ultimo conteggio che si sente in circolazione te non ci sei...
E pazienza...vorrà dire che andrai al supermercato la sera della vigilia e riempirai il carrello di bellissime e colorate schifezze e ti scolerai una bottiglia di prosecco...e poi partirai per trascorrere quello che resta del natale in una famiglia che ti ha adottato senza chiedere perchè..
Oggi vorresti stare chiusa in casa a leggere e scrivere...inventare un cruciverba di emozioni e parole...ma non si può...
..oggi va così...


postato da: LaVertigine alle ore 13:15 | link | commenti (1)
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mercoledì, 06 dicembre 2006

Questo inverno non si decide ad arrivare.
Un'aria umida, uggiosa, appiccicosa accompagna le mie giornate.
Luci natalizie già accese. Alberi addobbati. Le vetrine dei negozi allettanti lucignoli nel paese dei balocchi...venghino signori venghino...
Ed io in bilico.
Tra regali già tutti comprati per una volta molto prima del tempo. Pacchettini da fare, bigliettini con babbi natale troppo grassi. Una gioia bambina nell'attesa dello sguardo stupito di chi li aprirà. La voglia di un albero con le luci intermittenti e un bacio alla statuina di gesù bambino. Da una parte.
Dall'altra la voglia di spegnere tutte le luci. La tomba di mio padre sempre troppo umida in questi giorni. Le sue statuine del presepe in gesso con sotto scritta la data. Che altre mani scarteranno. Non più le sue. Non più le mie. Una voglia nostalgica di un natale che non ci sarà più.
L'assenza di ciò che è stato mi squassa dentro come questa tosse che non mi fa dormire.
E non esiste sciroppo per placarla. Questa paura di aver vissuto invano. Di aver perso tutto un mondo rituale. Fatto di gesti sempre uguali a se stessi che davano certezze.
Ma il natale quando arriva arriva. E lo spettro dei natali futuri non fa così tanta paura.
Faccio la conta dell'amore intorno a me e scopro che ce n'è abbastanza per addobbare un albero.
E creare un nuovo rituale di gesti e consuetudini. Che fanno casa. Che fanno famiglia.
La mia. Da ora in poi.
Non sarò più ciò che è stato ma sarò comunque ciò che sarà.


postato da: LaVertigine alle ore 10:51 | link | commenti (2)
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