Lasciamo da parte la satira sui politici. Divertente. Sincera e senza censure. Reale fino a portarci alla disperazione nel pensare a quanto siamo ridotti male in Italia. Governati dai Berlusconi, dai Calderoli, Buttiglione, Storace, Mastella e finanche quel Prodi, uomo inutile, che ho votato con la speranza degli ingenui. Che tanto non cambia mai niente.
Passiamo oltre alla satira toscana spicciola che ben conosco, da Casa del Popolo. Mio nonno mi ci portava da piccola alle feste dell'Unità, la sera dopo il catechismo. Noi in toscana siamo fatti così. E anche se non parliamo più in ottave, le battute pungenti riempiono i nostri pranzi di natale più delle lasagne o dell'arrosto.
Andiamo oltre la prima ora di spettacolo. A volte quasi troppo volgare, non nel senso offensivo del termine, ma nel senso popolare. Troppe parole che da bambina non potevi dire, che fanno ancora troppa sensazione.
Passiamo oltre. E teniamoci stretto il brivido della poesia che il buon Roberto ci ha regalato dopo. Lasciando il medioevo in cui quotidianamente viviamo.
Ricordandoci che non siamo fatti da Dio ma di Dio. E che si può credere anche senza credere.
Dandoci la speranza che ci sia un dopo, anche senza le paure e le fobie della chiesa moderna.
E che l'amore governa il mondo. Quell'amore al quale si deve dire si, perchè è una scintilla di eternità. Che ci può anche rovinare, far perdere. Buttarci nella tempesta dell'inferno. Dove però nell'abbraccio di paolo e francesca c'è ancora. L'amore.
E poi madonne e puttane che sono pur sempre e solo donne. Ottave da osteria e vangelo che sono pur sempre e solo storie di uomini.
E gli occhi lucidi nel raccontarci quel dante, uomo innamorato tanto da voler vedere e toccare tutto il male che c'è in ognuno di noi per arrivare alla sua donna. Che se a scuola ce l'avessero mai letto così, forse al mondo ci sarebbe qualche uomo migliore.
Ho sentito più Dio ieri sera nell'aria nelle parole di un comico sboccato che vive in un paesino sperduto nella provincia di Prato che nei discorsi scritti a tavolino di tanti uomini vestiti di bianco.
E avrei voluto baciarlo quando ha detto che "le persone hanno una cosa in comune, sono tutte diverse. E tutte uniche".
Sai roberto...lo dico sempre anche io...
Coraggio ce l'ho. E' la paura che mi frega. Totò
La paura non è tipica per me. Non voglio dire di essere un cuor di leone o un'incosciente. Sono solo una che cerca di non perdere la testa. Che prima di disperarsi o spaventarsi deve essere sicura.
O almeno credo.
Perchè all'improvviso mi trovo ad ascoltare ogni dolore, ogni fastidio, ogni sentire con troppa attenzione. Certo il mio mal di schiena o quello che è ( vedi un tempo non avrei pensato a niente altro che ad un mal di schiena...) inizia a farmi compagnia da troppo tempo. E poi i formicolii, fitte, respiro corto e quant'altro...
E così anche l'attesa di questa tanto agognata risonanza magnetica diventa un pensiero.
Da condividere solo con il blog. Per non far preoccupare chi mi sta accanto. Che tanto forse già conosce i miei pensieri. Ma da queste parti non passa spesso...
E quindi posso dirlo qui...sottovoce...mi sa che non sono un supereroe..
...ma non ditelo in giro...
A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.
Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.
Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...
A parte che i tempi stringono e non serve a niente camminare più lenta. I giorni finiscono uguale e scappano via da ogni tasca o cassetto. Così ti ritrovi all'anno nuovo senza aver fatto in tempo a capire quello vecchio. E pensi che un anno così non ritorni mai più però non vedi l'ora che finisca.
A parte che a volte è un bene. Che ci sono giorni da ingoiare in fretta, giorni che sanno di passato, ma senza più colori. Giorni di ricordi che non vuoi ricordare, di pensieri che non vuoi pensare. Di maschere che non sanno più mascherare. Che si vede ormai dietro quello che c'è. Che ci sei te.
A parte che vorresti allargare lo spazio del cuore e dell'amore. Farci rientrare chi hai perso per strada e, inutile dire, non puoi cancellare sempre tutto. E avere più spazio per amare gli altri ma anche te stessa. Che a volte ti volti e non ci sei e fai una fatica a ritrovarti.
A parte che vivere al mare non sarebbe stata una buona idea. Che a te il mare ti piace d'inverno quando è unfilminbiancoenerovistoallatv..però ti mette malinconia e tristezza. E l'umidità ti fa male.
E poi la nebbia qui in collina non è così brutta. Si vede solo la punta delle case, dei palazzi, delle torri. E si può immaginare che là sotto ci sia un mondo da salvare.
E di stelle che cadono ne hai così tante da addobbare l'albero di natale.
E a volte pensi anche te di essere una stella cadente ma per fortuna c'è sempre chi ti coglie al volo prima che ti disintegri e ti riappiccica al cielo.
E meno male che i desideri non finiscono. Perchè più desideri, più sogni. E qualche volta hai anche la botta di fortuna di vederlo realizzato qualche sogno.
E senza desideri cosa ci scriveresti nella lettera a Babbo Natale...
Eppoi ti basta una canzone per sognare ad occhi aperti. E una pausa pranzo che da lavoro si trasforma in cibo e amore solo per due. E non hai paura quasi più di niente.
Niente paura...ci pensa la vita
Niente paura...ci penso da me.
La vita va presa con leggerezza.
Non so se ci riesco davvero. Ma ci provo ogni giorno.
In ogni mia giornata corsa come una maratona, con passo costante e accelerazioni improvvise. In ogni risveglio faticoso con brandelli di notte sonnolenta addosso che non riesco mai a smaltire.
In questa vita vissuta secondo gli schemi, apparentemente e controvoglia.
Correre, correre quando vorresti star ferma. Parlare, spiegare, elaborare quando vorresti il silenzio.
Fingere sorrisi e costruire il castello di sabbia di una vita condivisibile e socialmente accettabile per gli altri quando avresti voglia di spalancare le porte di casa e del cuore e chi ci vuole stare bene e chi no arrivederci e grazie che nonammazzonessunohoildirittodiamarechivogliosecondolamiaanimaeilmiocuore..
urlato in faccia a tutto il mondo.
E ancora il tempo che è troppo quando ti legano ad una scrivania e troppo poco quando hai quattro pentole sul fuoco e la terza cena in una settimana e abbracci e coccole da dispensare.
L'importante però è non prendersela, non attorcigliarsi attorno ai pensieri. Selezionare i ricordi belli anche dei periodi da cancellare, perchè a guardar bene c'è sempre qualcosa da salvare. Anche solo il fatto di esserci ancora in questa vita di corsa. Con la voglia di amare ed incazzarsi, piangere e ridere.
Far durare i sorrisi tutto il giorno e le incazzature il tempo di un sospiro.
E trovare sempre lo spazio del bacio della buonanotte.
In fin dei conti la vita non è così brutta e difficile, presa alla leggera...
