Aggrappata come un alpinista alla roccia bianca della tua schiena. Pronta a scalare l'ennesima notte con il sonno da conquistare, insieme ad un spicchio di letto caldo ed un lembo di lenzuola...
Giocando a contare pensieri come pecore e saltando sogni come steccati. Tra me e me. Tra me e l'alba.
Stanotte pensavo che gira in tondo la giostra. Qualcuno la chiama vita.
Così nel mondo fuori si ripetono avvenimenti, circostanze, storie gemelle. Che potresti pensare di vivere perennemente dentro ad un deja vu. Probabilmente cinque anni fa ero tornata dalla stessa partita. Con la stessa frenesia di vittoria. Con la stessa voglia di partire. La stessa adrenalina di vivere qualcosa di unico. La stessa passione da tifosa. A cinque anni di distanza sto di nuovo cercando un volo aereo a saldo...
Ma nel mondo di dentro è tutto diverso.
A partire dalla mia mano prigioniera della tua che mi impedisce di rigirarmi nel letto. Io che odiavo dormire addosso a qualcuno. A partire dalla nostra casa che nessuno dei miei parenti sa dov'è e vedrà mai. Io che avevo scelto la camera da letto con i miei. A partire dall'abitudine di rispondere a chi chiede, curioso e fastidioso, che dividiamo casa per dividere le spese. Invece di dire che dividiamo cibo, bollette, residenza, parole, pensieri, letto e sogni. Da subito. Da quando appena ci siamo viste. Io che per togliere la residenza da casa dei miei avevo aspettato quasi cinque anni, sbagliando perchè me ne sono andata una manciata di mesi dopo. Invece con te sono corsa all'anagrafe e siamo ancora qui. A partire dalle desinenze di ogni mio pensiero e respiro che hanno definitivamente cambiato genere e smesso di nascondersi anche da me. Io che faticavo anche a guardarmi allo specchio per paura di non riconoscermi. O riconoscermi.
E così un filo di luce è venuto a bussare sui vetri della finestra. E un'altra notte è passata.
Chissà se ti culla il rumore dei miei pensieri che saltano da un lato all'altro della testa...
...mi chiedo che ne sai delle mie notti...
